Dario Fo incanta Pollenzo con l’elogio alla cultura



Dario Fo incanta Pollenzo con l’elogio alla cultura

Dario Fo che incanta tutti con un saggio di grammelot, per dimostrare «che la grande forza della cultura è intuire prima di capire». Moni Ovadia che benedice il pubblico e in particolare i non credenti «che sono i prediletti da Dio». Carlo De Benedetti che ricorda la sua laurea in Ingegneria a Torino, «discussa in divisa da alpino, perché arrivavo direttamente dalla caserma di addestramento a Bra». Sono schegge di quanto è andato in scena ieri pomeriggio (lunedì 10 marzo) a Pollenzo, durante la cerimonia di laurea degli 85 studenti dell’Università di Scienze gastronomiche.

Una festa colorata, solenne e internazionale, con i ragazzi che al mattino hanno discusso le loro tesi in aula e al pomeriggio hanno indossato tocco e mantello per il scenografico corteo che li ha visti sfilare dal cortile dell’Agenzia Albertina alla chiesa di San Vittore.

Dentro la parrocchiale, tanta emozione di studenti, familiari e professori. Fuori, tanta attualità con le dichiarazioni «a margine» degli illustri ospiti. «Sono a favore del taglio dell’Irpef – dice De Benedetti intervenendo sul dilemma dell’azione di Governo su Irap o Irpef -. In un momento in cui i consumi ristagnano, il lavoro si crea aumentando la massa del denaro disponibile e quindi facendo ripartire l’economia». E ancora: «La polemica tra Cgil e Confindustria non ha senso, così come non ha senso dividere le risorse a metà». Ma come giudica l’ingegnere i primi giorni del Governo Renzi? «È ancora troppo presto per esprimere un giudizio».

 

Moni Ovadia conferma l’intenzione di candidarsi alle Europee con la lista di Tsipras, il leader greco del partito di sinistra Syriza, «ma se sarò eletto, lascerò il posto a Bruxelles ha chi ha più energia e competenza». E davanti agli studenti cita Marx e Lenin, ma anche sua madre: «Se non avessi finito gli studi, mia mamma sarebbe tornata dall’aldilà per farmi laureare». E se Fo ha conquistato la platea parlando di cultura, arte e vita con la sua energia da splendido ultraottantenne, è poi toccato agli studenti ricevere ognuno la sua parte di applausi e commozione con la proclamazione di laurea in questa Università che nel 2014 compie dieci anni e li festeggerà a giugno con un grande evento.

 

Le conclusioni sono state affidate al presidente dell’Università, Carlo Petrini, con un messaggio agli studenti: «Qui avete vissuto anni importanti, ma la vostra grande sfida comincia adesso. Continuate a studiare e ad avere l’umiltà di voler capire. Mantenete i legami tra voi e con noi, e non scordate le nostre grandi battaglie anche quando sarete professionisti affermati».

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